SICS: presentati i risultati della ricerca “Sviluppo Industriale, Circolarità e Sostenibilità”

Il progetto è stato promosso dai Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia, con il sostegno di Intesa Sanpaolo e 1000 Miglia srl, e realizzato dall’Università degli Studi di Brescia con la guida del professor Sergio Vergalli e della sua squadra; coinvolte 16 imprese con 5mila dipendenti

Sono stati presentati in un webinar trasmesso dalla Sala Beretta di Confindustria Brescia i risultati del progetto SICS – Sviluppo Industriale, Circolarità e Sostenibilità, promosso dai Giovani Imprenditori di Confindustria Brescia con il sostegno di Intesa Sanpaolo e 1000 Miglia srl e realizzato dall’Università degli Studi di Brescia, sotto la guida del professor Sergio Vergalli e della sua squadra, composta da Nicola Comincioli, ricercatore in economia politica presso l’Università degli Studi di Brescia e la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM), Cristina El Khoury, ricercatrice presso la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e dottoranda in scienze politiche e sociali all’Università di Ginevra, e Demis Legrenzi, ricercatore presso la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM) e dottorando in economia politica all’Università degli Studi di Brescia. Durante il webinar sono intervenuti Francesco Veneziani (presidente Giovani Imprenditori Confindustria Brescia), Giovanni Pedrini (consigliere Giovani Imprenditori Confindustria Brescia), Marco Franco Nava (Direttore Regionale Lombardia Sud Intesa Sanpaolo) e, in collegamento video, Alberto Piantoni (CEO 1000 Miglia srl), prima dell’illustrazione dei risultati dell’analisi, condotta da Sergio Vergalli (ordinario di politica economica Università degli Studi di Brescia, Delegato del Rettore al Placement e direttore del programma “Modelling the Energy Transition” presso la Fondazione Eni Enrico Mattei (FEEM)).

Grazie alla collaborazione di 16 aziende bresciane campione del settore Automotive – che contano un fatturato aggregato di 1,9 miliardi di euro e quasi 5.000 dipendenti –, è stato possibile analizzare in particolare lo sviluppo del tema della sostenibilità e calcolare l’impatto economico di alcuni progetti di investimento green sostenuti da queste realtà. La prima fase del progetto ha permesso di definire i principali temi di sostenibilità che ciascuna azienda ritiene rilevanti, quelli su cui investire e quelli considerati urgenti.

È stata poi effettuata, nel corso della seconda fase, la valutazione degli impatti dei progetti di investimento green sostenuti da 6 delle aziende del campione: la quantificazione dell’impatto definisce il valore economico generato a livello di supply chain e sui consumi, l’impatto sull’occupazione ed alcuni benefici economico-sociali che l’attività può favorire (come il minor inquinamento, la valorizzazione del territorio e la riduzione dei danni)1.

Dall’analisi condotta è emerso che il tema della sicurezza costituisce indubbiamente uno degli argomenti di maggiore rilevanza, sia nell’ambito degli aspetti sociali che di governance. Inoltre, particolare attenzione è stata dedicata alla soddisfazione dei clienti.

Per quanto riguarda l’ambito ambientale, si osserva un notevole impegno nella gestione dei rifiuti, ma si prospetta che in futuro l’attenzione si sposterà principalmente sul miglioramento della qualità dell’aria. Un tema che ad oggi risulta ancora non emerso è quello della biodiversità che, tuttavia, sembra essere un argomento di particolare rilevanza del futuro, dato che molte imprese della filiera stanno iniziando a prestarvi attenzione.

Per ciò che riguarda il valore generato dagli investimenti green legati al fotovoltaico, ogni euro speso ne genera 1,32, con un impatto occupazionale di circa 22 unità lavorative per ogni milione. Il settore che maggiormente beneficia dell’investimento è quello delle costruzioni, nel quale si manifesta il 33% del valore aggiunto ed il 34% dell’indotto lavorativo. Seguono i settori dei servizi professionali ed amministrazione, con il 14% e 13% rispettivamente di indotto economico ed il 19% e 17% di indotto lavorativo.

Per i progetti in efficientamento energetico del progetto SICS, ogni euro speso genera 1,56 euro e 24,27 unità lavorative per ogni milione. Il settore che maggiormente beneficia dell’investimento è quello dei servizi professionali, nel quale si manifesta il 33% del valore aggiunto ed il 42% dell’indotto lavorativo. Seguono i settori delle costruzioni e della metallurgia, con il 16% e il 12% di indotto economico ed il 16% e 8% rispettivamente di indotto lavorativo.

Francesco Veneziani, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria Brescia

I Giovani Imprenditori hanno voluto promuovere una ricerca di ampio respiro, che ci consentisse di affrontare le sfide del futuro, in particolare quelle che attendono l’Automotive, con maggior chiarezza e consapevolezza. Ringrazio, in particolare, la past president dei Giovani Anna Tripoli e il consigliere Giovanni Pedrini, che ha seguito in prima persona il progetto, durato 2 anni, oltre a Intesa Sanpaolo e 1000 Miglia srl per averci sostenuto”.

Marco Franco Nava, Direttore Regionale Lombardia Sud Intesa Sanpaolo

A Brescia siamo fortemente impegnati a diffondere e rafforzare la cultura della sostenibilità e dei benefici che genera sulle persone e sull’ambiente. Lo facciamo attraverso il nostro Laboratorio ESG e sostenendo progetti come SICS. Lavoriamo per accompagnare le aziende che investono su progetti trasformativi della transizione green, di governance ed energetica attraverso strumenti dedicati che incentivano e premiano le aziende che affrontato questi percorsi. In Lombardia abbiamo erogato oltre 2 miliardi di euro di finanziamenti per progetti di transizione sostenibile e di economia circolare. Inoltre, stiamo rilasciando uno score ESG che non è utile solo alla banca ma anche alle aziende bresciane per capire dove sono posizionate rispetto a un sistema di competitorî.

Alberto Piantoni, CEO 1000 Miglia srl

Il tema della sostenibilità e della circolarità non è solamente riferito alla responsabilità che tutti noi dobbiamo avere, a partire dalle aziende pubbliche come 1000 Miglia srl, ma una parte integrante del Made in Italy, che può costituire un importante asset competitivo. Per questo motivo abbiamo partecipato al progetto SICS, che rappresenta sotto questo punto di vista un’importante spinta a tutta la nostra provincia”.

Sergio Vergalli, Professore ordinario di politica economica Università degli Studi di Brescia

Uno degli aspetti innovativi del progetto è sicuramente quello di aver portato 16 imprese della filiera automotive bresciana in un territorio comune, legato alla sostenibilità. Parlare un linguaggio simile è uno dei primi passi verso una collaborazione delle imprese di fronte alle sfide sempre più rilevanti relative alla transizione ecologica e di fronte alla crescente competizione globale. È importante che le aziende cerchino di comprendere i nuovi macrotrend del futuro per potersi preparare, favorendo la crescita comune. Guardando al futuro, la collaborazione tra le imprese e il tema della biodiversità potrebbero diventare le nuove parole chiave emergenti, come fu, a suo tempo, circa 10-15 anni fa, la sostenibilità. Un ulteriore ed importante elemento è che il calcolo e la valutazione di valori indiretti – e talvolta impliciti, come l’indotto e i valori socio-ambientali, che normalmente vengono poco considerati – stanno diventando sempre più importanti per le imprese, poiché necessari per la transizione che ci attende”.

www.confindustriabrescia.it

1 Il calcolo si basa su metodologie che utilizzano i dati strutturali ed economici di una determinata area geografica. Da questi dati di partenza è stato costruito un modello in grado di simulare le varie interrelazioni economiche e di definire qual è il valore aggiunto generato.

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