Anima Confindustria a Bruxelles. Più tutele e regole chiare per la meccanica italiana

Una delegazione del Consiglio Generale di Anima Confindustria, guidata dal presidente Pietro Almici, ha incontrato al Parlamento Europeo la vicepresidente Antonella Sberna e altri rappresentanti delle istituzioni comunitarie per discutere le priorità dell’industria meccanica italiana. L’iniziativa, coordinata dall’Ufficio Anima Bruxelles, punta a sollecitare un impegno concreto dell’Unione Europea per fronteggiare i dazi statunitensi e le sfide della transizione ecologica, che rischiano di indebolire la competitività del settore.
Durante l’incontro è stato presentato il documento “Manifesto della Meccanica 2025 per l’UE – Un nuovo patto per l’industria italiana ed europea”, frutto del lavoro congiunto di 34 associazioni federate Anima. Il manifesto indica tre linee di azione principali: una politica industriale europea coordinata, una gestione equilibrata della transizione ecologica e la protezione dell’export dalle barriere commerciali emergenti.
“Serve un’Europa capace di fornire risposte operative e non solo politiche”, ha sottolineato Almici. “Le imprese della meccanica hanno bisogno di regole chiare ed efficaci per difendere la competitività e il know-how, a vantaggio dell’intero sistema produttivo europeo”.
L’industria meccanica rappresentata da Anima fattura oltre 55,5 miliardi di euro, impiega più di 221.000 persone e mantiene una forte propensione all’export. Ma la combinazione di crisi geopolitiche, normative ambientali e tensioni commerciali sta mettendo a rischio la posizione europea nei mercati globali.
Tra i temi più urgenti, i dazi americani sulle componenti in acciaio e alluminio: le nuove tariffe colpiscono 407 codici doganali, interessando l’80% della produzione dei settori Anima e innalzando i dazi ben oltre il 15%, complicando anche l’iter burocratico per le imprese. La Federazione sottolinea che senza regole doganali chiare e un sostegno europeo coordinato, l’export rischia di perdere quote di mercato negli Stati Uniti, primo partner extraeuropeo del comparto.
Altro punto chiave: l’approvvigionamento energetico sicuro, accessibile e a costi competitivi, fondamentale per sostenere le filiere produttive. La transizione ecologica deve coniugare ambizione ambientale e realismo economico, con soluzioni concrete e innovazioni a lungo termine. In questo quadro, Anima propone un “Clean Industrial Deal” come prosecuzione del Green Deal europeo, basato su neutralità tecnologica e competitività, per permettere alle imprese di scegliere le migliori tecnologie disponibili senza penalizzare produzione e occupazione.
La Federazione sollecita inoltre la diversificazione dei mercati, con accordi strategici con Mercosur e nuovi partenariati in Asia e Africa, garantendo reciprocità normativa e standard europei di qualità, a protezione dei produttori dai rischi di concorrenza sleale.
“Il confronto di Bruxelles con europarlamentari di tutti i gruppi politici è stato fondamentale per riaffermare il ruolo della meccanica come pilastro della competitività europea”, ha concluso Almici. “Non chiediamo protezioni, ma condizioni giuste per competere, investire e crescere”.
L’incontro conferma il ruolo di Anima Bruxelles come voce delle imprese meccaniche italiane presso le istituzioni comunitarie, impegnata a favorire un dialogo costante tra imprese, europarlamentari e stakeholder per costruire una politica europea della competitività sostenibile, autonoma e orientata alla crescita.
Ilaria Vidaletti