Semplificazione normativa, fondi UE e nuovo bilancio pluriennale tra le urgenze delle imprese
Bruxelles – Le piccole e medie imprese lombarde tornano a bussare alle porte dell’Europa, questa volta con una richiesta chiara: meno burocrazia, decisioni più rapide e una politica industriale che tenga il passo della competizione globale. È questo il filo conduttore della missione istituzionale del Comitato Piccola Industria di Confindustria Lombardia nella capitale europea, dedicata ai principali dossier oggi sul tavolo delle istituzioni comunitarie.
Al centro degli incontri, l’agenda di semplificazione normativa, il funzionamento dei fondi europei e il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale, che inaugura una fase decisiva per il sostegno alla competitività industriale. Un confronto diretto con eurodeputati e Commissione europea, nato dall’esigenza sempre più pressante di riallineare i tempi della politica a quelli dell’economia reale.
A guidare la delegazione, il presidente della Piccola Industria regionale Giorgio Luitprandi, che non ha nascosto le criticità: i tempi di reazione delle istituzioni europee restano spesso incompatibili con le esigenze delle imprese, soprattutto in un contesto globale segnato da concorrenza aggressiva e transizioni accelerate. Ma il bilancio della missione è tutt’altro che pessimista. Il messaggio raccolto a Bruxelles è quello di un’Europa che torna a parlare di industria e competitività, con la consapevolezza che senza PMI non c’è crescita strutturale.
Durante la prima giornata, la delegazione ha incontrato un ampio spettro di eurodeputati italiani per un confronto sui principali file legislativi in corso: i pacchetti “Omnibus” di semplificazione, la ridefinizione delle small mid-caps, il ruolo dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi e i nuovi equilibri tra sostenibilità ambientale e tenuta industriale. Particolare attenzione è stata riservata al negoziato sul nuovo bilancio europeo, che introduce un fondo per la competitività da 451 miliardi di euro, destinato a incidere profondamente sulle politiche industriali dei prossimi anni.
Il lavoro si è aperto con l’intervento del direttore Affari Europei di Confindustria, Matteo Borsani, che ha ribadito come il dialogo strutturato tra legislatori e imprese sia l’unico modo per costruire norme efficaci e applicabili. A Casa Lombardia, il confronto è proseguito con l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Guido Guidesi, che ha sottolineato la volontà della Regione di restare interlocutore diretto e costante della Commissione europea, in particolare sui temi che riguardano il manifatturiero.
La missione ha coinvolto i rappresentanti della Piccola Industria delle principali associazioni territoriali lombarde, a conferma di un sistema produttivo che, pur frammentato nelle dimensioni, si muove compatto quando si tratta di difendere competitività, investimenti e futuro industriale.
Il messaggio finale è netto: l’Europa può tornare a essere un alleato delle PMI, ma solo se sarà capace di correre allo stesso ritmo delle imprese che chiede di sostenere. La disponibilità al dialogo c’è, ora servono scelte rapide e coerenti.
Ilaria Vidaletti