Mille organizzazioni, fra cui Assofond, hanno sottoscritto la dichiarazione di Anversa per un “industrial deal” europeo

L’associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie sostiene l’appello urgente a rivitalizzare il panorama industriale del continente

«La Dichiarazione di Anversa è la dimostrazione della buona volontà dell’industria manifatturiera europea a costruire un percorso di sviluppo sostenibile per tutta l’Europa».

Così Fabio Zanardi, presidente di Assofond – l’associazione di Confindustria che rappresenta le fonderie italiane – commenta il successo del documento denominato appunto “Dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo”, che oggi ha superato quota 1.000 organizzazioni sottoscrittrici. Fra queste, l’associazione europea delle fonderie (CAEF) e la stessa Assofond.

Lanciata lo scorso 20 febbraio e presentata il giorno successivo al primo ministro belga, Alexander De Croo, presidente di turno dell’Unione europea, e alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, la Dichiarazione di Anversa accoglie aziende, associazioni, sindacati e organizzazioni di ogni tipo che sostengono la richiesta di un “industrial deal” europeo.

Marco Mensink, direttore generale di Cefic (European Chemical Industry Council) e coordinatore dell’iniziativa, ha sottolineato l’urgenza del momento: «Il futuro dell’Europa è fatto con l’industria. È essenziale arrivare a un approccio europeo comune e olistico per un nuovo deal industriale. Oggi, mille organizzazioni sono unite nel loro forte appello per un accordo industriale europeo capace di implementare il Green Deal, garantire che l’industria rimanga competitiva a livello globale e mantenere posti di lavoro di alta qualità per i lavoratori europei in Europa. Sollecitiamo i leader dell’UE a includere il nostro appello nella nuova Agenda Strategica dell’Ue e nelle politiche per i prossimi cinque anni e a integrare il Patto Industriale nella struttura, nel bilancio e nel tessuto della nuova Commissione Europea».

Oltre alle imprese di fonderia, tra i firmatari della Dichiarazione figurano i rappresentanti – fra gli altri – dei settori chimico, farmaceutico, della carta, dell’acciaio, minerario, dei metalli non ferrosi, del vetro, del tessile, delle raffinerie, del cemento, della calce, dei fertilizzanti, della ceramica, dei gas industriali e delle biotecnologie. Numerose anche le organizzazioni sindacali firmatarie, a dimostrazione che l’appello è condiviso da tutti coloro che ritengono che, per implementare e dare forza al percorso di transizione ecologica, sia necessario puntare sull’industria.

Secondo Fabio Zanardi, «solo l’industria, grazie alla sua capacità di investimento in ricerca e sviluppo di tecnologie sempre più avanzate e capaci di ridurre l’impatto ambientale delle attività umane, è in grado di garantire un futuro all’insegna della crescita sostenibile. Un concetto che non si esaurisce nella difesa e salvaguardia dell’ambiente, ma che deve portare con sé anche equità sociale, sviluppo economico, lavoro di qualità e autonomia strategica in un momento che ci pone di fronte a sfide economiche senza precedenti. Gli accadimenti imprevedibili degli ultimi anni, dal Covid alla crisi russo-ucraina, passando per l’impennata dei prezzi energetici e lo shortage di materie prime – prosegue Zanardiimpongono all’industria europea un percorso di trasformazione che le permetta di continuare a essere competitiva e sostenibile, oltre che motore di crescita economica ed equità sociale. Perché questo sia possibile, tuttavia, è necessario definire rapidamente una politica industriale europea condivisa e pragmatica».

La Dichiarazione di Anversa è infatti prima di tutto un appello urgente ai decisori europei perché si rivitalizzi il panorama industriale continentale attraverso dieci azioni chiave identificate nel documento. Fra queste, si evidenzia la necessità di affrontare il problema dei prezzi energetici, che rimangono elevati, stabilire un’infrastruttura europea comune, garantire forniture di materie prime sicure, favorire l’innovazione, stimolare la domanda di prodotti sostenibili, snellire la legislazione e semplificare il quadro normativo sugli aiuti di Stato. Infine, si pone l’attenzione sulla necessità che il mercato unico europeo venga considerato come una risorsa da sfruttare e rilanciare.

«La nostra storia come casa comune e l’esperienza delle nostre imprese – conclude Zanardici portano a dire che l’Europa ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo centrale nel nuovo mondo che sta nascendo con la fine della globalizzazione come l’abbiamo conosciuta negli ultimi decenni. Per farlo, però, ha bisogno di un’industria di base forte e in grado di assicurarsi l’indipendenza strategica di cui ha bisogno per non essere costantemente sotto il ricatto di Paesi ostili. Per questo motivo è fondamentale rilanciare gli investimenti industriali, perché questi possano rappresentare una nuova frontiera, più concreta e produttiva, del Green Deal europeo».

Per ulteriori informazioni e per entrare a far parte della crescente coalizione di sostenitori della Dichiarazione, visita antwerp-declaration.eu. La Dichiarazione di Anversa per un accordo industriale europeo è ora aperta a coloro che desiderano esprimere il loro sostegno a titolo personale.

www.assofond.it

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