L’industria incontra la scuola a Brescia

Assofond: «Nelle fonderie tante opportunità di lavoro in un settore chiave per la transizione green»

«Nelle fonderie ci sono tante opportunità di lavoro qualificato per i giovani che terminano il proprio percorso di studi. E si tratta di posizioni che garantiscono stabilità, crescita professionale e che permettono di diventare protagonisti della transizione ecologica, dato che le imprese del nostro settore realizzano componenti indispensabili per la decarbonizzazione di moltissimi comparti industriali: dai mezzi di trasporto, alla produzione di energia, all’edilizia, alle macchine agricole per citarne solo alcuni».


Enrico Frigerio, vicepresidente di Assofond e A.D. di EF Group

Enrico Frigerio, vicepresidente di Assofond e A.D. di EF Group – realtà di primaria importanza del manifatturiero italiano che comprende tre fonderie (Fonderia di Torbole, Fond-Stamp e Pilenga Baldassarre Foundry), impiega 700 persone e ha generato circa 200 milioni di fatturato nel 2023 – è intervenuto così, questa mattina, nel corso del convegno internazionale “Country of Metals”.

L’evento si collocava nell’ambito di Metal 5.0, digital academy ideata da Mill’s per affrontare temi legati al mondo della metallurgia, della formazione e del lavoro. La rassegna, che Assofond ha deciso di patrocinare, prevede l’organizzazione di diversi convegni, tutti organizzati all’interno di istituti tecnici e scuole del territorio, con la partecipazione di imprese, istituzioni ed esperti di settore.

«Le fonderie – ha proseguito – rappresentano oggi un formidabile facilitatore per la transizione a un sistema economico più sostenibile: grazie alle fusioni, infatti, è possibile realizzare gli impianti necessari a produrre energia pulita, come i mulini a vento o le turbine per le centrali idroelettriche. Ed è sempre in fonderia che, grazie alle competenze metallurgiche degli ingegneri e dei tecnici specializzati, è possibile realizzare componenti sempre più leggeri ma allo stesso tempo resistenti, che permettono, ad esempio, alle case automobilistiche di mettere sul mercato automobili meno pesanti e meno inquinanti».

Il settore, in Italia, è particolarmente sviluppato e conta quasi 1.000 aziende, che danno lavoro a 25.000 persone e generano un fatturato superiore a 7,5 miliardi di euro. Sono numeri che collocano l’industria di fonderia italiana al secondo posto nell’Unione europea dietro solo a quella tedesca. Le fonderie sono collocate principalmente nel nord Italia: quasi l’80% si concentra in Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. In questo contesto, Brescia è la vera e propria “Foundry Valley” d’Italia, con 165 fonderie, 4.000 addetti e 400.000 tonnellate prodotte ogni anno.

«Ai giovani che si affacciano sul mondo del lavoroha concluso Frigeriovoglio dire questo: lavorare in un’industria come la nostra, spesso snobbata o considerata un ripiego, significa oggi confrontarsi con tecnologie di altissimo livello, fare ricerca applicata, avere la possibilità di essere al centro del grande processo di trasformazione in atto legato al climate change: un cambiamento di tale portata e orizzonte temporale da poter essere definito come una vera e propria rivoluzione industriale».

www.assofond.it

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