Un recente report congiunto di Area Studi Mediobanca, Unioncamere e Centro Studi Tagliacarne ha svelato un quadro entusiasmante per le medie imprese industriali italiane. Queste realtà, vere e proprie colonne portanti del Made in Italy, dimostrano una resistenza e una competitività straordinarie, superando persino le loro controparti tedesche, francesi e spagnole in termini di produttività.
Il periodo 2014-2023 ha assistito a una crescita esponenziale: +31,3% della produttività del lavoro, +54,9% delle vendite e +24,2% dell’occupazione. Una performance che eclissa persino quella delle grandi imprese italiane (+42,1%) e si pone sullo stesso livello delle aziende di medie-grandi dimensioni (+55,3%). Questi numeri raccontano una storia di successo, di innovazione e di capacità di adattamento a un mercato globale in continua evoluzione.
Lombardia, il Cuore pulsante dell’Industria Italiana
L’analisi si concentra poi sulla Lombardia, vera e propria locomotiva economica del Paese. Con 1.068 medie imprese industriali (il 28,7% del totale nazionale), la regione genera un fatturato di oltre 55 miliardi di euro, pari al 28,8% del totale nazionale. Brescia, Milano, Bergamo e Varese guidano la classifica provinciale, con fatturati che superano i 4 miliardi di euro ciascuna.
La Lombardia si conferma quindi una regione ad alta attrattività imprenditoriale, seconda solo al Veneto e davanti al Trentino-Alto Adige. Con 131.157 addetti nel 2023, le imprese lombarde dimostrano una forte vocazione all’export, con il 46% del fatturato totale regionale destinato ai mercati esteri (contro il 41,1% della media nazionale), per un totale di oltre 25,3 miliardi di euro. Un dato che sottolinea la forte internazionalizzazione delle imprese lombarde e la loro capacità di competere sui mercati globali.
Sfide e Opportunità
Nonostante i risultati brillanti, le medie imprese italiane devono affrontare sfide importanti. La concorrenza low-cost, l’instabilità geopolitica, il caro energia e la pressione fiscale rappresentano ostacoli significativi. Questa situazione ha spinto il 52,6% delle imprese a chiedere una politica commerciale europea più decisa contro pratiche sleali e protezionistiche, mentre il 31,2% sollecita una politica comune per la sicurezza energetica. La competitività del Made in Italy è quindi strettamente legata alla capacità di affrontare queste sfide geopolitiche ed economiche.
Nonostante ciò, la maggior parte delle imprese italiane guarda al futuro con ottimismo, auspicando una maggiore collaborazione a livello europeo per contrastare la concorrenza sleale e garantire una maggiore sicurezza energetica.

Un Futuro di Crescita Sostenibile
In conclusione, il rapporto restituisce un quadro complesso ma positivo: le medie imprese italiane mostrano una notevole capacità di innovazione, adattamento e resilienza, ma hanno bisogno di un sostegno adeguato per affrontare le sfide attuali e consolidare la loro leadership a livello europeo. La Lombardia, con la sua forte vocazione all’export e un ecosistema industriale dinamico, è un esempio di eccellenza, ma il successo del Made in Italy dipenderà da una visione strategica condivisa e da un impegno costante di imprese, istituzioni e Unione Europea per garantire una crescita competitiva, sostenibile e inclusiva.
Ilaria Vidaletti