Focus crisi in Medio Oriente

L’Indagine Congiunturale realizzata dal Centro Studi di Confindustria Brescia relativa al consuntivo per il 1° trimestre 2026 è stata l’occasione per effettuare un breve sondaggio tra le imprese manifatturiere Associate relativo alle prime valutazioni degli impatti subiti dall’industria bresciana a seguito dello scoppio del conflitto in Medio Oriente. L’ampio campione di aziende coinvolte offre una prima fotografia di come il Made in Brescia stia reagendo a un fenomeno di tale portata. Si tratta naturalmente di un quadro in continua evoluzione che, vista l’imprevedibilità delle decisioni degli attori coinvolti, potrebbe cambiare rapidamente nelle prossime settimane. Tuttavia, la rilevazione rappresenta uno strumento utile, seppur ancora preliminare, per misurare il punto di vista della manifattura locale.

Il primo dato che emerge è che oltre la metà delle imprese intervistate (55%) ritiene che la crisi in Medio Oriente abbia già avuto, o avrà, ripercussioni sulla propria attività. Solo una quota molto ridotta (4%) dichiara invece che gli effetti saranno nulli. L’incertezza del contesto continua, tuttavia, a pesare in maniera significativa: il 41% delle realtà coinvolte ammette, infatti, che ogni valutazione sia ancora prematura. Tra le aziende che prevedono conseguenze, oltre il 61% ritiene che l’impatto del conflitto sarà duraturo; se così fosse, gli effetti più critici potrebbero ancora manifestarsi nei prossimi mesi. Parallelamente emerge un sostanziale equilibrio tra chi ipotizza conseguenze molto gravi (53%) e chi, invece, stima effetti relativamente più contenuti (47%). Nel complesso, quasi un terzo delle imprese (32%) prospetta però lo scenario peggiore, immaginando un impatto rilevante e, allo stesso tempo, anche persistente.

L’indagine ha poi approfondito i fattori su cui la guerra ha avuto (o potrebbe) avere i maggiori effetti. A riguardo, le aziende indicano, in particolare, l’aumento dei costi delle materie prime industriali (64% dei rispondenti) e l’incremento dei costi energetici (62%). Più distanziato, ma comunque considerato molto rilevante, si posiziona l’aumento dei costi di trasporto (41%). Si tratta, in sostanza, di tre fattori che rischiano di comprimere la marginalità delle imprese e, di conseguenza, la loro competitività. Inoltre, è verosimile che in alcuni casi tali incrementi potrebbero essere trasferiti sui prezzi di vendita, andando così ad alimentare ulteriormente le dinamiche inflattive. Appaiono invece meno preoccupanti, almeno in questa fase, i rischi legati a ritardi o difficoltà nelle forniture (13%) e alla riduzione della domanda proveniente dalle aree coinvolte nella crisi (12%).

L’ultimo aspetto considerato riguarda le azioni che le imprese manifatturiere bresciane hanno già adottato (o che stanno valutando di adottare) per fronteggiare i rischi e per garantire la continuità operativa. Le aziende che hanno già implementato interventi concreti sono sostanzialmente la metà (49%), un valore comprensibile, se si considera quanto recente sia lo scoppio del conflitto in Medio Oriente e quanto sia onerosa e complessa la definizione di strategie aziendali efficaci per affrontare uno scenario così critico. Sale invece all’86% la quota di aziende che dichiara di stare valutando l’introduzione di almeno una misura di risposta. Considerando complessivamente, sia le imprese che hanno già adottato interventi, sia quelle che ne stanno pianificando, quasi nove aziende su dieci (88%) risultano attive nel tentativo di mitigare gli effetti della crisi. Tra le azioni già implementate, le più diffuse sono la diversificazione dei fornitori e l’aumento delle scorte di magazzino, entrambe indicate dal 16% delle imprese. In prospettiva, invece, la misura che potrebbe essere maggiormente attuata sarebbe la revisione dei prezzi di vendita (il 12% si è già mosso in tale senso, mentre un altro 66% dichiara che tale contromisura è in fase di valutazione).

Infine, nonostante il quadro di forte incertezza, la quasi totalità delle imprese (86%) esclude l’ipotesi di riorganizzazione o riallocazione della produzione.

www.confindustriabrescia.it

Total
0
Shares
Previous Post

BRESCIA: nuova crescita della produzione nel 1° trimestre 2026 (+3,5%), ma il conflitto in Medio Oriente condiziona le prospettive

Next Post

SETTORE TERZIARIO: nel 1° trimestre 2026 a Brescia il clima di fiducia in moderata flessione; incide solo in parte la situazione in Medio Oriente

Related Posts
Processing...
Thank you! Your subscription has been confirmed. You'll hear from us soon.
ErrorHere