Con queste parole, Paolo Streparava, il nuovo Presidente di Confindustria Brescia, apre l’Assemblea Generale 2025, lanciando un messaggio che è insieme un monito e un invito all’azione per tutto il tessuto produttivo bresciano.
Nel suo primo discorso da Presidente, Streparava sceglie la forma di una vera e propria lettera aperta, nella quale individua chiaramente sfide, priorità e visione per il futuro delle imprese locali. Una visione che si poggia su tre pilastri: apertura, cambiamento e crescita; e che si propone di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità e responsabilità sociale.
“Fare impresa oggi – ha sottolineato – significa confrontarsi con un contesto di complessità senza precedenti, tra transizioni ambientali, rivoluzioni digitali e turbolenze geopolitiche”. In questo scenario, l’intelligenza artificiale non è solo una parola d’ordine, ma una realtà già determinante: opportunità da cogliere, ma anche sfida energetica da governare, visto il raddoppio del fabbisogno elettrico previsto per i prossimi anni.
Il cuore dell’appello di Streparava è chiaro: le imprese devono aprirsi al cambiamento, superando la logica di una reazione episodica e costruendo invece percorsi strutturati di innovazione. “Innovare significa sperimentare, mettersi in discussione, fare squadra con università e centri di ricerca”, ha ribadito, invocando un’industria capace di anticipare i mutamenti di mercato e di renderli opportunità di sviluppo.Allo stesso tempo, Streparava denuncia senza mezzi termini le rigidità normative e burocratiche che ancora oggi frenano la competitività delle imprese italiane. L’Europa deve diventare un motore di crescita, “non un regolamentificio”, ha detto con fermezza, sollecitando Bruxelles a garantire neutralità tecnologica nella transizione green e a rivedere obiettivi e strumenti come il Fit for 55 o il sistema ETS.
Sul fronte interno, le priorità sono altrettanto nette: ridurre il costo dell’energia, ancora troppo alto rispetto ai competitor europei, affrontare il nodo di un mercato del lavoro che fatica a reperire competenze tecniche, invertire la rotta dell’inverno demografico e valorizzare i giovani, creando contesti di lavoro capaci di attrarre talento e creatività.
Dalla riorganizzazione interna di Confindustria Brescia, per renderla più snella e vicina alle esigenze dei soci, fino al potenziamento delle infrastrutture strategiche del territorio, dall’autostrada della Valtrompia, allo scalo merci ferroviario, Streparava ha tracciato una rotta precisa: un piano di mandato che non si accontenta di buone intenzioni ma mira a “far accadere le cose“.
In chiusura, un richiamo al senso di comunità che deve animare l’azione degli imprenditori: “Solo unendo le forze possiamo costruire un futuro migliore per le imprese, per i nostri giovani, per l’Italia”, ha concluso Streparava, visibilmente emozionato nel celebrare quasi trent’anni di impegno associativo.
Un messaggio che suona come un patto generazionale, dove la responsabilità di chi oggi guida le imprese è soprattutto quella di lasciare alle prossime generazioni non solo aziende solide, ma un tessuto industriale capace di affrontare tutte le sfide di un mondo in piena evoluzione.
Ilaria Vidaletti