Brescia tra caro energia, dazi e nuovi mercati: l’industria rilancia su efficienza e qualità

Il tessuto produttivo bresciano naviga in uno scenario macroeconomico fragile e imprevedibile. Tensioni geo-politiche, conflitti aperti e l’incertezza della politica commerciale americana minano le prospettive di crescita. Il fronte più critico resta quello energetico: stando alle stime di Confindustria Brescia, nel 2025 la bolletta energetica per l’industria locale supererà 1,2 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto ai livelli pre-pandemia.

La risposta delle imprese non si è fatta attendere. L’ultima edizione dell’Osservatorio Imprese Sostenibili rivela che il 77% delle aziende manifatturiere ha avviato interventi per tagliare i consumi, in forte crescita rispetto al 54% del biennio 2021-2022. L’investimento più diffuso resta l’installazione di impianti per energia rinnovabile, scelta dal 70% delle imprese “virtuose”.

Dopo l’impennata post-Covid, la manifattura bresciana ha registrato un rallentamento: nel primo trimestre 2025 la produzione è scesa del 2,3% su base annua. Eppure qualche timido segnale di ripresa esiste: le aspettative sulla produzione tornano positive (+17% il saldo ottimisti/pessimisti) e gli ordini, seppur debolmente, riprendono quota.

Sul tavolo resta il nodo dei dazi USA: gli Stati Uniti assorbono l’8% dell’export provinciale, con meccanica, metalli e moda in prima linea. Le imprese si stanno muovendo: puntano su nuovi mercati, riorganizzano la logistica e spingono sulla qualità, arma decisiva per restare competitivi anche oltreoceano.

Paesi del Golfo, India, Nord Africa e Sud America si confermano mercati promettenti. Nel 2024, l’export bresciano ha tenuto (20,2 miliardi di euro), restando ben sopra i livelli del 2019. La chiave, ora, è diversificare e investire in digitalizzazione e sostenibilità, leve che, come ricorda Intesa Sanpaolo, fanno davvero la differenza sulla produttività.

In un mondo instabile, Brescia sa di non potersi permettere passi falsi. Ma la storia insegna che la sua industria ha spalle larghe abbastanza per reggere anche questa sfida.

Ilaria Vidaletti

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