Acciai rapidi speciali e metalli duri per utensili industriali

Cenni storici

La diffusione degli acciai nel mondo moderno si deve al graduale progresso scientifico e tecnologico europeo, maturato lentamente attraverso le fasi evolutive dell’umanesimo, rinascimento, illuminismo, rivoluzione industriale. La fase storica della rivoluzione industriale tra il XVIII e XIX secolo, fu determinante per la nascita e sviluppo di nuovi utensili e acciai speciali. Verso la fine degli anni 1800 la conseguente espansione della meccanica di precisione creò l’esigenza di disporre utensili da taglio da asportazione di truciolo come: punte a forare, maschiatori, frese cilindriche, frese a disco, alesatori, brocce di elevate prestazioni.

Alla esposizione universale di Parigi nel 1900 l’ingegnere statunitense Taylor Frederick Winslow presentò i risultati delle sue ricerche metallurgiche consistenti in una nuova classe di acciai cosiddetti “Rapidi”, che consentivano lavorazioni meccaniche di qualsiasi tipo molto più rapide. Il capostipite della categoria degli “Acciai Rapidi” prodotto tuttora ha la seguente composizione chimica: 0,75% Carbonio, 18% Wolframio, 4,1% Cromo, 1,1% Vanadio; questo mitico 18.4.1, in certe lavorazioni è insuperato. L’introduzione sul mercato della nuova categoria degli “Acciai Rapidi” rivoluzionò la produzione degli utensili industriali mediante asportazione di truciolo utilizzati nelle più moderne macchine utensili.

Dopo la Prima Guerra Mondiale la meccanica di precisione ebbe un ulteriore stimolo alla crescita con la nascita di nuove aziende specializzate nel settore aeronautico, trasporti, energia, difesa; queste furono le cause che contribuirono allo sviluppo e introduzione di innovative macchine utensili più veloci e precise.

Un ulteriore progresso nelle lavorazioni meccaniche, fu favorito dall’invenzione del metallo duro sinterizzato dell’acciaieria tedesca Krupp, presentato alla fiera di Lipsia del 1926 col nome di “Widia”: dal tedesco “Hartmetall Wiediamant”, metallo duro come il diamante. Il mitico “Widia” fabbricato mediante la cosiddetta “Metallurgia delle polveri”, contiene in maggioranza carburi di Wolframio e in minoranza altri tipi di carburi.

A cura di Domenico Zenobi

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